Nel cuore della montagna,

dove il vento sussurra segreti antichi,  

e le stelle dipingono il cielo notturno,

l’anima si risveglia al richiamo della libertà.

I sentieri selvaggi si dipanano come fili d’argento,

tra alberi che custodiscono memorie animate,

e ruscelli che cullano i sogni degli avventurieri,

lì dove il silenzio parla con voce d’eternità.

Sulle vette, tra nebbie sottili e rocce scolpite dal tempo,

si compie il rito della scalata, simbolo di rinascita,

mentre il sole infiamma l’orizzonte con bagliori dorati,

e la mente si libra leggera, come un’aquila nel cielo. 

simbolo nostro più fedele.

E nel profondo del mare, dove le onde danzano libere,

e i coralli intrecciano storie di maree e tempeste,

l’animo si perde nei misteri dell’abisso,

lì dove il cuore trova la via per nuovi orizzonti.

Tra le ombre degli alberi, dove la luce danza giocosa,

e le foglie cullano i sogni dei passeri innamorati,

si apre il tempio della natura, sacro e maestoso,

lì dove l’anima ritrova la sua melodia perduta.

E su questo sentiero infinito di scoperta e meraviglia,

ci avventuriamo con coraggio e con rispetto,

dove ogni passo è un’opera d’arte e ogni respiro un canto,

nella danza eterna del viaggio della libertà.

Che i nostri occhi siano lenti nel contemplare,

che le nostre mani siano aperte nel ricevere,

che i nostri cuori siano puri nell’amare,

e che il nostro spirito sia libero nel vivere.

Per sempre, nel bisbiglio eterno della natura.

Poesia che nasce dall’incontro con Ercole Wild,  autore del libro “L’odore del selvatico”.

 Katal Aya e Ciavarella Lucrezia