Al suono della campanella che annuncia il termine delle attività scolastiche, un gruppo di compagni di primo superiore uscì dall’Istituto e percorse insieme il consueto tratto di strada verso la stazione. La giornata era splendida, seppure abbastanza fredda, e i ragazzi conversavano felicemente sui racconti della mattinata, quando a un certo punto, appena superata la pizzeria che faceva angolo, cominciarono a sentire un gran frastuono e videro un affollamento insolito di gente tra cui un investigatore e alcuni poliziotti. Il gruppo di amici, incuriosito, si avvicinò per capire cosa fosse accaduto, La prima cosa che venne all’occhio furono le macchie di sangue che si trovavano sul terreno ed il fatto che il  posto fosse tutto circondato da telecamere per mandare registrazioni al telegiornale d’Italia. Al centro di tutta la folla c’erano gli agenti di polizia che si sarebbero occupati del caso: l’ispettore Briano e l’ispettrice Regan. L’ispettore Briano era considerato uno dei migliori poliziotti in Abruzzo, infatti era riuscito a risolvere molteplici casi e la gente che osservava non aveva nessun dubbio che sarebbe riuscito a risolvere anche tale scena. L’ispettrice Regan, sua fedele campagna, lavorava con l’ispettore da 10 anni ed era particolarmente legata a questo caso perché conosceva personalmente la vittima .Il defunto era Francesco Bonsignore, un uomo benestante con un brutto vizio per il gioco d’ azzardo .Dopo un paio di ore, quando il flusso di persone cominciava ad andare via, i poliziotti iniziarono le indagini con l’aiuto della loro squadra specialistica. Ad aprire il caso fu il signor Biancone, un anziano che la mattina al sorgere del sole stava facendo una passeggiata ,e vide la scena della morte. Alla polizia spiegò che vide quest’uomo che camminava come se fosse ubriaco, aveva gli occhi rossi e lucidi, poi si è accasciato per terra ed è morto. La polizia ringraziò il signor Biancone e proseguì le sue indagini con l’autopsia da parte dei medici legali; loro avevano scoperto che il paziente era stato avvelenato con il cianuro, trovato nel cocktail tipico della discoteca del paese. Inizia ad essere chiara la pista da seguire, bisognava andare immediatamente in quel locale, anche perché l’assassino sarebbe già potuto essere scappato; così ,appena emanato il mandato della polizia, due pattuglie insieme agli ispettori andarono precipitosamente in quel locale per accedere alle videocamere di sicurezza della scorsa serata, ma nel momento in cui il proprietario le stava per far partire uscì un avviso che recitava che le precedenti registrazioni erano state cancellate. L’unico ad avere il controllo delle telecamere era solo il  signor Bernardini che, stando alle parole del proprietario, stava per prendere il treno che lo avrebbe portato in Albania. Dunque gli ispettori iniziavano a sospettare qualcosa su di lui. Allora Briano partì per andare alla prima stazione della città, ma appena mise un piede dentro, cinque uomini armati iniziarono a sparare ed egli fu costretto a scappare subito con la pattuglia successiva. Era chiaro che Bernardini non c’era lì e a quella era solo un imboscata. Era chiaro che sarebbe dovuto andare alla seconda stazione. L’ispettrice Regan inviò allora ben cinque pattuglie per trovarlo più in fretta possibile visto che il suo treno stava per partire a breve e lui sarebbe quindi fuggito .Per questo i poliziotti spinsero con foga sull’acceleratore e in fretta e furia  raggiunsero il luogo dove questa volta trovarono due uomini  ben armati che avevano il compito di proteggere Bernardini. Immediatamente si aprì il fuoco e questo comportò che la gente che era lì iniziò a correre e scappare inoltre tra di loro c’era nascosto anche il presunto assassino .Tra colpi, spari, urla, la stazione sembrava  irriconoscibile. Ma ad un certo punto i colpi cessarono perché i poliziotti avevano finalmente trovato e ucciso le due guardie del corpo del presunto assassino e l’ispettore Briano aveva trovato Bernardini pronto per interrogarlo e concludere il caso. Durante l’interrogatorio si capiva che avesse paura di qualcuno superiore a lui, infatti successivamente confessò che se avesse parlato, chi c’era dietro l’assassino di Francesco gli avrebbe fatto fare la stessa fine; per fortuna l’ ispettrice era brava con le parole e dopo promesse, tutele e rassicurazioni aveva confessato che dietro l’uccisione del pover uomo c’erano i fratelli Capone. Loro erano dei criminali professionisti ed erano i proprietari del casinò della città. Dopo un ulteriore mandato di perquisizione andarono ad analizzare il luogo e, grazie alla confessione di Bernardini, le ulteriori prove incriminatorie trovate nei loro confronti, gli ispettori erano pronti per arrestarli. Loro, per ottenere uno sconto della pena, confessarono tutto subito dicendo di aver ucciso Francesco per i suoi eccessivi debiti non pagati in precedenza e che avevano uno stretto bisogno di quei soldi, anche perché il casinò stava andando alla deriva e stava per chiudere; lui si rifiutò di pagare anche questa volta, e per ricompensa i fratelli misero dentro il suo cocktail del cianuro. Il caso allora fu chiuso, anche questa volta l’ispettore Briano e l’ispettrice Regan avevano concluso il caso alla perfezione mandando in galera gli assassini.  

Federico Basile (1 A AFM)