Al suono della campanella che annuncia il termine delle attività scolastiche, un gruppo di compagni di primo superiore, uscì dall’Istituto e percorse insieme il consueto tratto di strada verso la stazione. La giornata era splendida, seppure abbastanza fredda, e i ragazzi conversavano felicemente sui racconti della mattinata, quando a un certo punto, appena superata la pizzeria che faceva angolo, cominciarono a sentire un gran frastuono e videro un affollamento insolito di gente, tra cui un investigatore e alcuni poliziotti. Il gruppo di amici, incuriosito, si avvicinò per capire cosa fosse accaduto; mentre si facevano strada tra la folla, i ragazzi notarono una scena agghiacciante: il corpo di un uomo anziano giaceva a terra, immobile, con un coltello conficcato nel petto. L’investigatore, un uomo dall’aria severa, interrogava i presenti cercando indizi sul colpevole. Tra i curiosi ragazzi si trovava anche Luca, un appassionato di romanzi gialli e con immense file di DVD sui più disparati film polizieschi, che nonostante l’orrore della scena, venne colpito da un irrefrenabile impeto di curiosità, che lo spinse a voler scoprire l’agghiacciante mistero dietro l’omicidio. Esaminando scrupolosamente la scena notò qualcosa di strano: una mano insanguinata che sporgeva da dietro un bidone della spazzatura, non lontano dal luogo del delitto. Intrigato, si avvicinò con estrema cautela, scoprendo un altro uomo, ferito e incapace di parlare. La scena si complicava, con due vittime e nessuna traccia del colpevole. Intraprendenti, i ragazzi decisero di indagare per proprio conto, sospettando che l’assassino potesse essere ancora in agguato tra loro, nascosto dietro una faccia innocente. Decisi a far luce sull’oscuro delitto, i ragazzi si divisero per raccogliere indizi e interrogare i testimoni. Marco e Sofia, due dei più coraggiosi del gruppo, si diressero verso la pizzeria, cercando di rintracciare persone che avessero visto qualcosa di sospetto. Nel frattempo, Luca e Giulia si avventurarono nella vicina via laterale, dalla quale il corpo della seconda vittima era stato trovato. Con attenzione esaminarono ogni dettaglio, cercando tracce o indizi che potessero condurli al colpevole. Nel buio di un vicolo stretto, Giulia noto una sagoma fuggire dietro un cassonetto dei rifiuti. Con un grido di sorpresa, indicò a Luca la direzione in cui si era diretta la misteriosa figura. Senza esitare, i due ragazzi si lanciarono all’inseguimento, incuranti del pericolo che li attendeva. Nel frattempo, Marco e Sofia raccoglievano testimonianze della clientela della pizzeria. Tra i vari racconti, uno in particolare attirò la loro attenzione: una donna anziana aveva notato un uomo sospetto, con un’enorme giacca di pelle marrone, degli attillati jeans blu e delle lunghe incurate basette accompagnate da un paio di stravaganti baffi, che si aggirava nei pressi del luogo del delitto, poco prima che il caos scoppiasse. Con queste nuove informazioni tra le mani si diressero dalla polizia locale lì vicino per condividere la loro scoperta. A seguito del racconto i poliziotti rimasero interdetti e in maniera estremamente sgarbata, si mostravano contrari al gesto dei ragazzi poiché stavano intralciando le indagini. Mentre per Giulia e Luca il clima si fa sempre più teso, una squillante notifica interrompe l’assordante silenzio: erano i due ragazzi che li avvisavano di ciò che era successo e nella tensione del momento Luca diede un breve sguardo alla notifica. Rimase pietrificato, l’identikit corrispondeva perfettamente all’uomo che si ritrovavano davanti. Preso dal terrore, rimase immobile per qualche secondo, abbastanza tempo per permettere all’uomo di scappare. Dopo aver realizzato di essersi fatti sfuggire l’occasione di chiudere il caso, tornarono con la coda tra le gambe dal resto del gruppo. Una volta ricongiunti si raccontarono le loro esperienze a vicenda, lasciando la scena del crimine, quando un collega raggiunse gli altri agenti con aria particolarmente tesa. Giulia e Luca lo riconobbero immediatamente come l’uomo che avevano inseguito nel vicolo. Con orrore si resero conto che il colpevole era riuscito a sfuggire alla giustizia, nascosto dietro l’identità di un agente di polizia. Ma prima che i ragazzi potessero esprimere la loro incredulità, gli agenti li ignorarono completamente, ridendo tra loro, mentre tornavano al loro servizio. Senza alcun rimorso per la loro indifferenza verso la verità, gli agenti si dileguarono nella folla, lasciando Luca e Giulia con un senso di sgomento e impotenza. Completamente sconvolti, a seguito degli avvenimenti, tornarono delusi a casa, rassegnandosi e lasciandosi alle spalle il caso.

Karim Bourd