Questo racconto è il prodotto di un laboratorio sulle emozioni svolto nell’ambito dei moduli orientativi per il triennio.

C’era una volta un ragazzo di nome Jacopo che, per gioco e spirito d’avventura, si intrufolò all’interno di una vecchia scuola abbandonata e ricoperta di vegetazione, in mezzo ad un boschetto; entrato lì per curiosità non si sarebbe mai aspettato di di vivere attimi di profondo terrore. Dopo aver scavalcato il cancello e essersi fatto strada nella vegetazione impervia che stava inghiottendo quel rudere, si ritrovò in quello che doveva essere l’atrio della scuola, ma che ora aveva strani alberi che spuntavano dal pavimento. All’improvviso udì uno strano fruscio, come quello di un tronco trascinato a terra o come quello del vento che penetra a fatica nella fitta vegetazione…ma il vento era spento, ed il bosco era vivo,perché dopo dieci minuti che era lì ad ascoltare strani rumori, Jacopo si rese conto che la vegetazione aumentava a colpo d’occhio e stava quasi per sbarrare ogni via di uscita; così preso da un terribile presentimento, Jacopo, affannato, sudato e ansimante riuscì ad uscire dall’edificio, ma ad aspettarlo fuori c’erano 10 fiammelle trasparenti che volteggiavano nell’aria e si agitavano come se fossero sbattute dal vento…ma il vento non c’era. Jacopo non capì subito di cosa si trattasse, pensò di getto che fosse uno strano fenomeno naturale ma quando si avvicinò ad una di queste fiammelle si accorse che questa, così come le altre, celava un volto di bambino. In un attimo gli si gelò il sangue e la paura lo aveva paralizzato impedendogli di muoversi e di gridare; un’anima/fiammella gli attraversò il corpo e in quella frazione di secondo capì che in quel luogo nascosto trovavano pace tutte le anime di bambini morti in tenera età. Jacopo riprese le forze e cominciò a correre ma fu avvolto dalle anime e da un gran rumore di stridule risate, fu sollevato da terra e con un moto vorticoso fu riportato dentro la scuola, che nel giro di pochi secondi fu totalmente ingoiata dal bosco.

Filippo Funari, Francesco Giusti, Giuseppe Cornelio, Jacopo Mancini, Luigi Collacciani, Loreto Ciaffone