Questo racconto è il prodotto di un laboratorio sulle emozioni svolto nell’ambito dei moduli orientativi per il triennio.

Palina era  una ragazza polacca di 14 anni, alle prese con i primi anni di liceo; era particolarmente introversa, non le piaceva stare al centro dell’attenzione e molto spesso si isolava da tutti, dal mondo intero, ma con la sua timidezza e rara gentilezza riusciva però ad entrare nel cuore di tutti. I primi giorni di scuola passarono tranquilli, senza troppi scossoni e nell’attesa di fare nuove conoscenze; all’inizio i compagni erano gentili e ben disposti nei suoi confronti, ma il peggio arrivò dopo. Passarono alcune settimane e Palina si era aperta al mondo, sembrava a suo agio, sperava di aver trovato un ambiente sereno e amici sinceri, quando cominciò a rendersi conto che i compagni non sembravano più così buoni con lei e spesso assumevano un atteggiamento giudicante nei suoi confronti.

In particolare, alle ragazze della sua classe, la 1^A , non andava più bene che Palina fosse apprezzata ed elogiata dai professori per la sua estrema educazione e gentilezza, per la prontezza dei suoi interventi durante la lezione e a quanto pare non andava più bene neanche la nazionalità di Palina. Passarono altre settimane e Palina non solo era isolata da tutti ma anche terribilmente presa di mira con battutine, occhiatacce e scherzi di cattivo gusto…non ce la faceva più, la situazione era diventata per lei insostenibile e per questo iniziò a rifugiarsi in bagno durante la ricreazione per scomparire. Un giorno, dopo aver subito l’ennesima offesa, estenuata, scoraggiata ma allo stesso tempo arrabbiata, iniziò a pensare ad una via di scampo, ad una possibile via d’uscita, anche drammatica. Era chiusa in bagno e piangeva, singhiozzava a tal punto che una ragazza la sentì, quindi bussò ripetutamente e poi con forza sulla porta fino a quando Palina aprì:

Palina “ Che succede, perché bussi così?”

Ragazza: “ Ti ho sentito piangere!”

P: “ Non so neanche come ti chiami, non ti dirò i miei problemi!”

Ragazza.: “ Non importa chi sono, quello che conta è che sono qui per te.”

A questo punto Palina si lasciò andare e si sfogò.

La ragazza misteriosa le diede forza, le fece acquisire fiducia in se stessa, non si sa esattamente che cosa le abbia detto e probabilmente non si saprà mai. L’unica cosa che si sa è che, una volta rientrata in classe, ebbe il coraggio di ribellarsi a tutti i soprusi a cui era sottoposta; riuscì a zittire con gentilezza e con fermezza coloro che la odiavano senza motivo. Nei momenti di difficoltà, Palina sentiva sempre la presenza della ragazza misteriosa, la sua voce, le sue parole che le dicevano “TU VALI”, ma quella ragazza, Palina non la incontrò mai più, la cercò in tutte le classi del liceo, ma non c’era e in quel liceo non c’era mai stata. Palina non lo seppe mai, ma la ragazza misteriosa non era mai esistita se non nella sua immaginazione, nella sua disperazione, sul punto di totale sconforto, Palina aveva fatto nascere dal suo inconscio una “”guerriera” con il solo compito di salvarla. Così fu Palina a salvare se stessa.

Aaris Aya, Sabrina Pitirici, Ilaria Iacchetta,

Francesca Romano, Antonio Giordani,Alessio Grande